Labirinto: un cammino verso il sé

Nell'esperienza del labirinto non esiste, a priori, una via giusta o una via sbagliata, un "girare a vuoto" (che simbolicamente può essere tradotto col vagare senza meta) così come non esiste la caduta ripetuta negli stessi errori. Nel Labirinto unicursale, semplicemente, si cammina. Ed è un procedere, altamente simbolico, verso il centro, metaforicamente quel Sé, che, da sempre, rappresenta la meta più ambita per ogni essere umano.

La sua potenza è entusiasmante; la sua dinamicità curativa, non fosse altro perché il procedere, l’andare sono terapia; lo stesso camminare è, a tutt'oggi,  la pratica che più accende il nostro corpo nella sua interezza.

Il Labirinto unicursale rappresentare quell’unione tra le diverse parti di cui si compone l’essere umano: fisica, mentale, emotiva.

Quando un paziente “perde il cammino” è come se perdesse il proprio Sé allo stesso modo in cui quando “ritorna al cammino ” vive una nuova Primavera, con tutta la sua giovane forza.

Camminare un Labirinto unicursale è fonte di chiarezza, consapevolezza e pace.

Nell'Europa Settentrionale, così come negli Stati Uniti, viene convenzionalmente costruito nei giardini degli Ospedali: l’aiuto che esso fornisce è tangibile e sperimentato: i malati a vivono più attivamente le cure, i familiari trovano pace rispetto alle nuove, spesso dolorose, situazioni che si trovano a vivere o rispetto alle scelte che devono compiere; le varie équipe mediche lo usano per aumentare la concentrazione o per una fase di ristoro dopo attività intense.

Percorrere un labirinto unicursale può avere significati su molteplici piani: da un punto di vista puramente fisico-sensoriale, oltre ai benefici già evidenziati della camminata, consente l’acutizzazione e la stimolazione dei propri sensi (a cui ci si affida, soprattutto nelle cosiddette “spirali strette”); sotto il profilo emotivo e psicologico, stimola lucidità, perseveranza, pazienza, fiducia attivando delle dinamiche che apportano visibili e rapidi benefici a chi lo percorre.

Rappresenta anche, se non soprattutto, una risorsa per se stessi e una Porta di accesso al cammino verso il Sé. (Eliana Pettenello)