Taiji Quan

Non è solo un'arte marziale, è molto di più: è conformarsi con la natura.
I nostri gesti hanno perso naturalezza: alla fluidità abbiamo sostituito la forza; siamo come del ghiaccio che deve tornare ad essere prima acqua e poi vapore.
Per riappropriarci di questi principi non ci sono segreti, dobbiamo osservare la natura e seguire le indicazioni contenute nei classici del Tai Ji. Per questo sono di grande aiuto gli insegnamenti di maestri che non solo hanno una profonda conoscenza della cultura cinese ma anche padronanza del Tai Ji stesso. Come dice spesso il M° Wang Zhi Xiang: “la natura è il nostro unico maestro, io faccio solo da interprete...”.
Il Tai Ji è un concetto filosofico che riassume le leggi di interazione e di cambiamento di tutte le cose dell'universo; questo concetto, che trae origine dall'osservazione della natura, si riflette nei movimenti del Taijiquan.
Come si diceva, dobbiamo tornare ad essere vapore: il Tai Ji ricalca il ciclo dell'acqua. La pioggia cade (la gravità scende), poi il sole la fa evaporare e sale di nuovo al cielo (l'energia sale), si formano le nuvole e piove ancora.
Questa poetica immagine indica che: per far in modo che qualcosa possa salire, qualcos’altro deve prima scendere, sentire la gravità; e se qualcosa deve scendere, qualcos'altro deve prima salire.
Il movimento, quindi non deve essere mai in un'unica direzione, ma sarà caratterizzato da un continuo alternarsi di espansione e concentrazione; ci si armonizza con il "respiro della natura, il respiro dell'universo" lento ed armonioso ma forte ed inarrestabile.